Mense aziendali all'interno di pubblici esercizi - Somministrazione pasti a clienti di attività ricettive che non dispongono di ristorante - Chiarimenti

Pubblicato il 22 febbraio 2021 • Commercio

Di seguito alcuni chiarimenti in materia di somministrazione di alimenti e bevande disposti per l’esercizio dell’attività in “zona arancione o rossa”:

 

  • E’ consentito lo svolgimento, all’interno di pubblici esercizi, dell’attività di ristorazione in favore dei lavoratori di aziende con le quali tali esercizi instaurino, onde erogare il servizio di mensa, un rapporto contrattuale per la somministrazione di alimenti e bevande. Allo scopo si sottolinea che:

 

  1. L’attività di ristorazione deve avere il codice ATECO 56.29.10 di mensa aziendale (con integrazione attraverso SCIA da inviare al SUAP attraverso il portale di “Impresa in un giorno”);
  2. Deve essere stipulato specifico contratto di mensa aziendale tra pubblico esercizio e azienda, che preveda delle specifiche convenzioni per il pasto;
  3. Deve essere disponibile all’interno dell’esercizio, al fine di agevolare gli organi accertatori nella verifica della sussistenza delle condizioni richieste per l’esercizio dell’attività di mensa, copia dei contratti sottoscritti con le aziende, nonché degli elenchi nominativi del personale preventivamente individuato quale beneficiario del servizio;
  4. La somministrazione deve avvenire nel rispetto di tutti i protocolli e le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio;
  5. Non è consentita la possibilità per il titolare di partita IVA o libero professionista di instaurare con un pubblico esercizio un rapporto contrattuale di somministrazione al tavolo di alimenti e bevande, non essendo in questi casi configurabile un connotato indefettibile del servizio mensa o catering, rappresentato dalla ristorazione collettiva.

(nota del Ministero dell’Interno – Gabinetto del Ministro – 22/1/2021)

 

  • La sospensione dell’attività di somministrazione NON si applica ai ristoranti presenti negli alberghi limitatamente ai clienti alloggiati. La ristorazione è quindi consentita, senza limiti di orario, solo all’interno della struttura ricettiva in cui si è alloggiati. Qualora manchi tale servizio all’interno della propria struttura ricettiva, il cliente potrà avvalersi di una ristorazione mediante asporto o mediante consegna “a domicilio” (eventualmente organizzata dall’albergo), nei limiti di orario consentiti, con consumazione in albergo.

(FAQ - Presidenza del Consiglio dei Ministri)